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“Fare Musica con il tuo iPad”

Oltre ad essere un tablet potente e versatile, l’iPad è uno straordinario strumento che permette a chiunque di imparare a suonare e cantare, comporre la propria musica, mixare i brani preferiti come un vero DJ, creare ritmi trascinanti, scoprire nuove band e tanto altro ancora.

Che siate un musicista professionista, un hobbista o un semplice appassionato, indipendentemente dallo stile di musica che amate suonare o ascoltare, “Fare musica con il tuo iPad” è la guida più completa a questo affascinante mondo, con la recensione delle migliori 80 app musicali per iPad e iPhone, i segreti per usare al meglio le app più potenti tra cui GarageBand, MusicStudio, NanoStudio, AmpliTube, ThumbJam, BeatMaker, iReal b, Drums XD e GrooveMaker, e la descrizione dei migliori accessori musicali, le interfacce audio/MIDI e le tastiere da collegare direttamente ai dispositivi iOS.

L’autore: Francesco Balena è autore di numerosi manuali di programmazione software tradotti in una dozzina di lingue. Quando non è in giro per l’Italia e il mondo per conferenze e seminari tecnici, passa il suo tempo suonando il sax e divertendosi a fare musica con il suo iPad, tastiere MIDI e altri giocattoli musicali.

Pubblicato da: Mondadori Informatica

Prezzo di copertina: 16 euro

Acquista online su IBS.IT o Amazon


Questa è la lista delle app descritte nel libro o aggiunte dopo la pubblicazione.

Tutti gli aggiornamenti al libro sono disponibili in questa pagina


I seguenti capitoli sono disponibili solo online:

Un glossario per la computer music
Meteor

Introduzione (estratto)

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Come molti appassionati di musica (e di gadget elettronici) possiedo da anni un iPod Touch, affiancato da versioni sempre più potenti di iPhone e ultimamente dall’iPad. A casa tutti abbiamo un iPad, che oramai è diventato un accessorio inseparabile per ascoltare musica, leggere libri e riviste, giocare, girovagare su Internet, controllare l’account Facebook e tutto quello che si può fare con questo magico strumento. Ma il mio interesse principale sono le app per fare musica, che uso sia nel mio studio casalingo che dal vivo.

In questi ultimi anni ho osservato un continuo miglioramento di tutte le app che hanno a che fare con la musica, passando dai toy instruments degli esordi alle vere e proprie Digital Audio Workstation (DAW) che troviamo oggi nell’App Store. A conferma della importanza che l’iPad e l’iPhone stanno assumendo per i musicisti di qualsiasi livello basta la constatazione che oramai tutti i maggiori produttori di strumenti e software musicali hanno realizzato app iOS – ad esempio Korg, Moog, Native Instruments, Steinberg e Propellerhead.

Davanti a una app musicale ben fatta la reazione dei musicisti può variare dall’entusiasmo all’apatia totale, con tutte le sfumature intermedie. La domanda più frequente è: cosa si può fare con l’iPad che già non si può fare con un notebook? È una ottima domanda che merita una risposta argomentata.

In realtà, l’iPad è sicuramente meno potente di un qualsiasi computer o notebook dal costo comparabile, e i programmi che girano sui PC o Mac sono più versatili delle corrispondenti app su iPad, ma sono anche molto più complessi e molto più costosi, e questa è una differenza sostanziale. Per padroneggiare un programma come Ableton Live! o Cubase servono settimane o mesi; viceversa, per imparare a usare GarageBand su iPad sono sufficienti un paio d’ore. Molte delle app musicali descritte in questo libro vi permettono di comporre il vostro primo brano in pochi minuti.

Se poi guardiamo al prezzo il divario è ancora più evidente. La maggior parte delle app musicali per PC o Mac costano centinaia di euro, richiedono quasi sempre una tastiera esterna o un microfono, più una interfaccia audio/MIDI per collegare questi ultimi al computer. Il setup minimo per fare musica su PC/Mac costa non meno di 6-700 euro, richiede un computer veloce e molta memoria RAM. Al confronto, praticamente tutte le app per iPad costano meno di 20 euro, sfruttano il microfono interno, usano il multitouch per simulare una tastiera e includono tutto quello che vi
serve per cominciare a fare musica. È una bella differenza, no?

Se consideriamo il fenomeno da una prospettiva storica, si può fare un confronto con quello che è avvenuto negli ultimi decenni con l’introduzione degli strumenti virtuali su computer. Un pianoforte campionato e una drum machine fanno grossomodo quello che può fare un pianoforte o una batteria reale, tuttavia numerosi musicisti utilizzano lo strumento virtuale anziché quello reale, principalmente per due motivi: costo e facilità d’uso. Un pianoforte a coda costa 100 volte più del software corrispondente e con una drum machine si possono produrre ritmi molto complessi
senza essere un batterista con anni di studio alle spalle. Il vantaggio è evidente, anche senza considerare il fatto che “microfonare” un pianoforte o una batteria vera richiede una notevole esperienza e una costosa attrezzatura.

In definitiva, l’avvento degli strumenti virtuali su computer ha causato una vera e propria rivoluzione nel campo della musica, dando il via a un processo di “democraticizzazione” che l’ha resa accessibile a più persone che in passato. È vero che non sempre la musica prodotta in questo modo è all’altezza delle aspettative, ma in questo caso il problema non è nel mezzo, bensì nelle scarsità di idee del musicista.

Con l’arrivo dell’iPad si sta innescando un’altra rivoluzione, grazie alla quale produrre musica sta diventando una attività davvero alla portata di tutti. Una app come Songify permette a chiunque di improvvisarsi cantante: il fatto che sia stata scaricata ben 12 milioni di volte significa che c’è molta voglia di andare oltre la tradizionale fruizione passiva della musica. A prescindere dai risultati, questo è sicuramente un dato positivo. Fare musica con il tuo iPad è il mio piccolo contributo a questa rivoluzione.

[…]

L’iPad e il music business

L’iPad non è solo uno strumento per hobbisti, e sono già numerosi i cantanti e i musicisti professionisti che lo usano giornalmente in contesti anche molto differenti. Tra i pionieri in questo settore, il primo nome da fare è sicuramente quello dei Gorillaz, che già nel 2010 hanno realizzato un intero album utilizzando app musicali per sistemi iOS. La band ha reso disponibili tutti i brani e l’elenco delle app utilizzate sulla pagina http://thefall.gorillaz.com, quindi potete ascoltare voi stessi quelli che
si può ottenere con alcune app ben selezionate (…e un bel po’ di creatività, ovviamente). I Gorillaz hanno anche contribuito alla realizzazione di una versione speciale di Korg iElectribe, denominata appunto iElectribe Gorillaz Edition, che utilizza suoni campionati dalla band.

Ci sono poi musicisti ancora più intraprendenti, che non si accontentano di fornire suoni campionati ma vogliono creare loro stessi app innovative. Il capostipite di questa razza è Jordan Rudess, noto come il tastierista dei Dream Theater ma anche come fondatore della Wisdom Music, la software house che ha prodotto app interesssanti come SampleWiz, MorphWiz, GeoSynthetizers e le più recenti Tichyon e SpaceWiz. Per avere una idea di quello che possono fare queste app, guardate questo video.

Persino il grande Brian Eno si è cimentato nella produzione di app per iOS. Sono sue infatti Bloom e Trope, che generano automaticamente tutta la “ambient music” di cui potete aver bisogno. Da un po’ di tempo Eno non rilascia nuove app, ma il suo lavoro ha ispirato altri autori a produrre software di questo tipo, come Air e Audio Palette.

Tra gli artisti famosi che si sono avvicinati all’iPad, quella che sicuramente ha fatto le cose più in grande stile è l’islandese Björk. Nel 2011 Björk non si è limitata a usare l’iPad per comporre e realizzare un CD, ma ha addirittura prodotto una meravigliosa app (chiamata Biophilia, come l’album) che permette di interagire con la musica. Biophilia è una raccolta di dieci mini-app, ciascuna delle quali ispirata a un brano dell’album e che permette di “smontare” e “rimontare” la musica fino a creare composizioni originali. Ogni mini-app è diversa dalle altre, sia nella grafica che negli strumenti offerti per manipolare il materiale sonoro. È come se Björk ci permettesse di giocare con la sua musica come i bambini giocano con i mattoncini Lego.

Un altro esperimento molto interessante è stato proposto dal batterista jazz Peter Erskine: il suo album in trio Joy Luck è infatti disponibile anche come app (cercate Erskine Joy Luck Playalong nell’App Store), che offre la possibilità di regolare i volumi dei singoli strumenti e permette quindi ai batteristi, ai bassisti e ai tastieristi di eliminare il proprio strumento e suonare “virtualmente” con gli altri musicisti presenti sul disco.

Anche in Italia l’iPad ha suscitato molto interesse tra i musicisti più attenti alle innovazioni. Uno dei primi è stato sicuramente Marco Castoldi, più noto come Morgan, che usa da anni l’iPhone e l’iPad nei concerti del suo gruppo, i Bluevertigo. Morgan ha rilasciato interviste dove racconta il suo rapporto creativo con l’iPad, ma non è certo l’unico musicista nel nostro paese ad usare le app in questo modo: basta un giro sulla rete per stilare un elenco interessante e in continua crescita, che include Marina Rei, Saturnino, Simona Bencini, Andy dei Bluevertigo, e altri ancora.

Anche nella musica classica e nel jazz l’iPad comincia a farsi strada. Un esempio è Teo Ciavarella, docente al Conservatorio di Bologna e Ferrara nonché noto pianista jazz, che lo utilizza sia durante le sue lezioni che in concerto. Potete trovare alcuni interessanti video sul suo sito.

Perché un libro su musica e iPad

L’App Store include migliaia di app musicali ed è difficile districarsi tra questo enorme elenco per trovare app davvero utili o anche solo divertenti. Infatti ci sono applicazioni
bellissime, ma sono molto più numerose le app scadenti e assolutamente da evitare. In un certo senso, Fare musica con il tuo iPad è il risultato di centinaia di ore (e di euro) spese scaricando software, guardando video, leggendo manuali e facendo esperimenti. Lo scopo era isolare le migliori app per i musicisti, cantanti e DJ, che siano dilettanti, professionisti o anche semplici appassionati di musica. Per dare una idea di quante app ho visionato basti dire che ho dovuto acquistare l’iPad da 64 gigabyte, perché il modello da 32 GB non era più sufficiente.

La maggior parte delle app che simulano uno strumento reale (acustico o elettronico) sono descritte nel capitolo 3, “Synth e campionatori”, e nel capitolo 5, “Percussioni, groove e loop”. Per essere sfruttate al meglio, alcune di queste app richiedono una tastiera MIDI esterna o un altro degli accessori descritti nel capitolo 1 “L’iPad e la musica”.

Anche se credo che questo lavoro di selezione sia utile di per sé, non intendevo scrivere solo una serie di recensioni, ma soprattutto mostrare come essere immediatamente produttivi con le app più interessanti. Per questo motivo troverete app a cui dedico un solo paragrafo e altre a cui dedico alcune pagine, o un intero capitolo: è il caso del capitolo 2, “GarageBand”, e del capitolo 4, “MusicStudio e le DAW”.

Il mio obiettivo principale era quello di scrivere un libro alla portata di chiunque, inclusi coloro che non suonano alcuno strumento né conoscono le basi della teoria musicale. Tuttavia, l’iPad e l’iPhone sono anche strumenti preziosi per i musicisti professionisti e coloro che la musica la studiano sul serio. A loro sono dedicati il capitolo 8, “Le app per chi studia musica”, e il capitolo 9, “Applicazioni MIDI”. I chitarristi e i cantanti troveranno molte informazioni interessanti anche nel capitolo 6, “Effetti per voce e chitarra”.

Oltre che suonarla la musica occorre saperla ascoltare, e ci sono tante app anche ci possono aiutare in questo. Le trovate descritte nel capitolo 7, “Ascoltare musica, DJing e altro”, insieme al software in grado di tirar fuori il DJ che è in voi.

Tutte le app descritte nel libro funzionano su iPad, incluse quelle originariamente progettate per iPhone. Il contrario però non è vero, in quanto una app progettata solo per iPad sicuramente non funziona su iPhone o iPod Touch. Per sapere velocemente se l’app è disponibile per iPhone o iPad, ma anche per controllare la compatibilità con i vari standard MIDI e audio si veda l’appendice A, “Tabella delle compatibilità”.