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Il mio nuovo libro: “Fare musica con il tuo iPad”

Lo so, è davvero un sacco di tempo che non scrivo un post. Però questa volta ho una buona scusa, anzi un’ottima scusa: ero troppo impegnato a scrivere il mio nuovo libro 🙂

Non è il mio primo testo per Mondadori – ne ho scritti già una dozzina, tutti rivolti a programmatori software. Questo è invece il primo libro dedicato ai musicisti, anche se si tratta di una categoria molto particolare di musicisti, ovvero quelli che possiedono un iPad, un iPhone o un iPod Touch e si chiedono come possono sfruttarlo in ambito musicale.

Ecco la scheda del libro, con il testo presente in IV di copertina. Per avere una idea più precisa di quel che potrete trovare al suo interno, potete leggere un estratto della introduzione.

Oltre ad essere un tablet potente e versatile, l’iPad è uno straordinario strumento che permette a chiunque di imparare a suonare e cantare, comporre la propria musica, mixare i brani preferiti come un vero DJ, creare ritmi trascinanti, scoprire nuove band e tanto altro ancora.

Che siate un musicista professionista, un hobbista o un semplice appassionato, indipendentemente dallo stile di musica che amate suonare o ascoltare, “Fare musica con il tuo iPad” è la guida più completa a questo affascinante mondo, con la recensione delle migliori 80 app musicali per iPad e iPhone, i segreti per usare al meglio le app più potenti tra cui GarageBand, MusicStudio, NanoStudio, AmpliTube, ThumbJam, BeatMaker, iReal b, Drums XD e GrooveMaker, e la descrizione dei migliori accessori musicali, le interfacce audio/MIDI e le tastiere da collegare direttamente ai dispositivi iOS.

L’autore: Francesco Balena è autore di numerosi manuali di programmazione software tradotti in una dozzina di lingue. Quando non è in giro per l’Italia e il mondo per conferenze e seminari tecnici, passa il suo tempo suonando il sax e divertendosi a fare musica con il suo iPad, tastiere MIDI e altri giocattoli musicali.

Pubblicato da: Mondadori Informatica

Prezzo di copertina: 16 euro

Acquista online su IBS.IT o Amazon

Sei (o più) app iOS per studiare musica

Se ci pensate, noi sassofonisti (e qualsiasi altro musicista, se è per questo) abbiamo bisogno di un mucchio di accessori per studiare e fare pratica. Ovviamente serve lo strumento, ma abbiamo anche bisogno del metronome, di un accordatore, di un leggio, uno o più libri di esercizi, il Real Book o altri spartiti. Per studiare improvvisazione, poi, ci serve anche un lettore di CD o MP3 con qualche Aebersold. Se studiate armonia occorre anche un piano o una tastiera su cui suonare gli accordi.

E’ un bel po’ di roba da portarsi appresso,no?

La buona notizia è che oggi tutto quello di cui abbiamo bisogno è un iPhone o un iPod Touch, o un iPad se ci piacciono gli schermi più grandi. Certo, dobbiamo continuare a portare con noi il sax, ma almeno solo quello!

Metronomo

Se fate una ricerca per “metronome” nell’App Store ottenete circa 350 corrispondenze, quindi non c’è che l’imbarazzo della scelta. In alcuni casi si tratta di programmi che fanno molto di più che tenere il tempo, ma anche non predendoli in considerazione restano almeno duecento programmi tra cui scegliere. Tutte le app che ho testato sono sufficientemente accurate per fare pratica.

Se state cercando un “semplice” metronomo, non vale la pena spendere dei soldi, in quanto la maggior parte della applicazioni gratuite sono sufficientemente precise e complete. A me piace in particolar modo Steinway Metronome a causa della sua interfaccia grafica “legnosa”. Supporta la maggior parte dei tempi più comuni e dispone di un utile indicatore visuale che non vi costringe a collegare l’iPhone a un altoparlante per evitare che i click siano inaudibili quando suonate il sax (che ha un volume ben più alto).

Vi sono molte altre app che offrono delle variazioni anche abbastanza fantasiose sul metronomo base, ad esempio l’incremento o il decremento progressivo del numero di battiti al minuto. Personalmente non sono interessato a queste caratteristiche, in quanto credo che vadano contro l’obiettivo principale dello studio con il metronomo. Tuttavia è bene sapere che l’App Store offre anche questi “super-metronomi”. Ad esempio, potreste investire 0.79€ per Ultimate Metronome, che supporta anche dei tempi decisamente inusuali, suoni differenti per i click sui vari beat, tempi composti personalizzati all’interno di un singolo brano, e altro ancora.

Un altro metronomo abbastanza interessate (anche questo a 0.79€) è PolyRhythm, che aiuta a lavorare con poliritmi anche molto complessi, ad esempio 7-su-2 o 11-su-3. Questa app è più che altro rivolta ai batteristi, ma può essere utile a qualsiasi strumentista. Il suo autore Wolfram Winkel ha anche creato una versione ridotta del software, che può essere eseguita all’interno di qualsiasi browser, in modo da potersi fare una idea di come funziona il programma prima di acquistarlo. (La principale differenze tra l’app per iPhone e quella che gira nel browser è che la seconda non permette di specificare un valore preciso di BPM.)

Come per la maggior parte delle applicazioni musicali, ricordatevi di disabilitare l’auto-lock dell’iPhone o iPad quando lavorate con il metronomo, altrimenti sarebbe costretti a sbloccare continuamente lo scheermo.

Accordatore

La categoria degli accordatori è affollata quasi quanto quella dei metronimi e – come per i metronomi – è possibile trovare un accordatore all’interno di molte altre applicazioni musicali, specialmente quelle per chitarristi come AmpliTube, AmpKit e iShred Live. E come accade per i metronomi, potete risparmiare un po’ di soldi scaricando una applicazione gratuita, perché ve ne sono di ottime.

Nel mio caso ho scelto n-Track Tuner. Non c’è molto da dire su questa app, eccetto che funziona bene e che solo pochi anni fa spesi una trentina di euro per acquistare un accordatore cromatico “vero” che fa praticamente le stesse cose, e che per giunta spesso lasciavo a casa perché non avevo abbastanza spazio nella custodia del sax.

Ear Training

Ci sono molte applicazioni iOS che aiutano a sviluppare la capacità di riconoscere intervalli e accordi. Molte applicazioni gratuite forniscono le funzionalità di base (ad es. intervalli semplici), ma potreste dover spendere qualche euro per un corso completo di ear training. D’altra parte è un ottimo modo per spendere i propri soldi, perché un orecchio allenato è fondamentale per qualsiasi musicista. Per fortuna, praticamente per tutte le applicazioni di questo tipo a pagamento esiste una corrispondente versione “lite” gratuita, che vi permette di testare il software prima di acquistarlo.

Le tre app che vale la pena provare sono Karajan a 11.99€ (o la sua versione gratuita Karajan Beginner), Ear Training a 11.99€ (o la versione gratuita Ear Training Lite), e Ear Trainer a 5.49€ (oppure Ear Trainer Lite gratis).

Play By Ear offre un approccio differente all’ear training. In questo caso, invece di dover toccare lo schermo per indicare le vostre risposte, dovete semplicemente suonare la nota in questione sul vostro strumento. Un’altra caratteristica molto interessante di questa app è di essere completamente gratuita!

Modificare il tempo e la tonalità

Se state trascrivendo, studiando o facendo pratica su un solo, avete proprio bisogno di un lettore di file MP3 in grado di rallentare il brano senza modificare la sua tonalità, o magari anche di trasportare il brano in una tonalità senza troppi diesis e bemolle. Nei bei tempi andati, quando i dischi erano in vinile, era possibile suonare un brano a metà velocità (abbassando l’altezza delle note di circa una ottava) impostando la velocità di 16 giri al minuto sul giradischi. E’ così che ho potuto studiare gli assoli di Bird o Coltrane. Per fortuna oggi le cose sono molto più semplici.

Secondo me, la app più versatile in questo gruppo è Slow Down Music Player, che supporta la capacità di importare i brani dalla libreria iPod, di impostare un segnaposto per ritrovare velocemente un punto nel brano, e eseguire una sezione del brano in loop, e di condividere porzioni del brano via email. Da non trascurare poi è il fatto che questa app è gratuita. La sua unica limitazione è di non funzionare con i brani protetti con DRM, in quanto tali brani non possono essere importanti dalla libreria (è una limitazione comune a tutte le app di questo tipo).

Nell’App Store potete trovare altri programmi con caratteristiche simili. Ad esempio, potreste dare una occhiata a Slow Notes Music Player, che offre una interfaccia utente più curata ed è gratuita.

Libri e Spartiti

Se possedete un iPad potete finalmente lasciare tutti i vostri Real Book a casa! Infatti, ci sono numerose ottime applicazioni che permettono di visualizzare gli spartiti musicali salvati in formato PDF.

Per prima cosa, si consideri che qualsiasi lettore di file PDF può essere utile per visualizzare gli spartiti, ad esempio l’eccezionale GoodReader, che permette anche di aggiungere annotazioni colorate e di mostrare due pagine affiancate. Io uso GoodReader per visualizzare le versioni PDF dei miei libri di esercizi.

E’ anche vero, però, che ci sono molte altre applicazioni specifiche per musicisti. In particolare, quelle che uso regolarmente sono forScore and forScore e iGigBook.

A 3.99€ forScore è il più economico dei due, ma già include praticamente tutte le caratteristiche che potreste desiderare, tra cui l’importazione da iTunes o da Dropbox, i segnalibri, la capacità di ricercare i brani per titolo, genere, compositore, ecc., le annotazioni, lo zoom, il supporto per la modalità paesaggio (landscape) e di tagliare i margini di una pagina (in modo da fare miglior uso dello schermo dell’iPad). Include un metronomo, un accordatore, la possibilità di girare pagina automaticamente (anche mezze pagine), di collegare due porzioni dei uno spartito (utile per ripetizioni, da-capo, code, ecc.) e di condividere gli spartiti via Bluetooth. Contiene una tastiera di pianoforte, supporta l’output a un monitor esterno e il pedale AirTurn (in modo da girare pagina senza usare le mani), e altro ancora.

iGigBook costa tre volte di più (11.99€) di forScore, tuttavia questo maggior prezzo è motivato soprattutto se suonate jazz. Infatti, la principale caratteristica di iGigBook è un indice di oltre 60 fake book, tra cui tutti quelli più diffusi, ad esempio le varie edizioni di Real Book, anche nelle varianti in Bb e Eb. Questo significa che – se disponete della versione PDF di tali libri – è possibile trovare un brando specifico in una manciata di secondi.

iGigBook ha molte altre caratteristiche, tra cui i cambi di accordi (ma non la melodia) di oltre 1200 standard, che per giunta possono essere transportati in qualsiasi tonalità, nonché la possibilità di generare un unico file PDF contenente tutti i brani selezionati (molto utile per passare gli spartiti ai colleghi musicisti prima di una prova). Come accade per forScore, si possono individuare i punti di ripetizione, gli a-capo, ecc., in modo che iGigBook possa passare correttamente da una pagina all’altra, e inoltre iGigBook è leggermente meglio di forScore per il modo in cui permette di organizzare gli elenchi di spartiti.

Gli autori di iGigBook offrono anche una app per iPhone, chiamata iGigBook Pager, che permette di “girare le pagine” su un iPad collegato in wireless, una caratteristica utile soprattutto quando si mostra lo spartito su uno schermo esterno. D’altra parte, iGigBook non supporta le “mezze pagine” (molto utile per una transizione senza salti tra una pagina e l’altra), non include un accordatore, non supporta la condivisione via Bluetooth o DropBox, tanto per elencare qualche suo limite.

Ricapitolando, ad oggi forScore e iGigBook non sono perfettamente equivalenti, e ciascuno ha delle feature che mancano nell’altro. Per questo motivo, dovreste confrontare attentamente le loro caratteristiche prima di acquistarne uno. Oppure potete prenderli entrambi e usarne uno o l’altro a seconda dai casi.

Play-Along

In quest’area c’è solo una app che dovete assolutamente avere, ovvero iReal b. Questo programma è apparso qualche anno fa, e da allora è regolarmente aggiornato ed esteso. Nella sua prima versione offriva soltanto gli accordi dei brani del Real Book, ma non i temi (per evidenti problemi di copyright), con in più la capacità di transportarli in tutte le tonalità e di gestire correttamente gli strumenti traspositori in Bb, Eb, F e G. Ottimo per tutti gli strumenti a fiato, quindi.

Con l’andar del tempo, l’autore ha aggiunto alcuni acquisti in-app (per gli stili jazz, pop/rock e latin) che permettono di generare l’accompagnamento per qualsiasi brano, usando lo stile e il tempo che preferite (vedi l’immagini sotto a sinistra). Grazie a questa feature, non solo potete fare pratica su Giant Steps finalmente a un tempo “umano”, potete anche provare a modificare lo stile dei brani, e magari suonare Donna Lee con un sapore rock o latino.

Le versioni più recenti di iReal b non contengono alcun brano, ma potete facilmente scaricare le progressioni di accordi di oltre 1300 brani, oppure inserire le vostre progressioni usando un editor interno (vedi l’immagini in basso a destra). Sul sito web del prodotto potete trovare numerosi video didattici che insegnano a sfruttare al meglio le tante potenzialità di questo software..

iReal b costa 5.99€ e gli style pack per jazz, pop e latino costano rispettivamente 4.99, 3.99, e 2.99 euro, quindi preparatevi a spendere circa 18 euro per il pacchetto completo. E’ più del costo di una tipica app musicale per iOS, ma è un costo irrisorio paragonato a quello che vale. E’ come avere in tasca tutta la serie di Aebersold, con in più la capacitò di modificare al volo tonalità, tempo, e durata del brano. C’è persino un mini-mixer che permette di variare il volume dei singoli strumenti, quindi è un ottimo strumento anche per pianisti, bassisti, e batteristi. L’accompagnamento generato automaticamente non può certo competere con i grandi musicisti che suonano sui dischi di Aebersold, ma il risultato è comunque ottimo e l’applicazione può tenervi impegnati per anni e anni di studio.

Anche se non siete interessati alla possibilità di play-along, iReal b è comunque un must-have anche solo per la raccolta di progressioni di accordi. Oramai non vado mai a una jam session senza il mio iPhone.

ChordPulse… davvero vi serve Band-in-a-Box?

Ho comprato la mia prima licenza di Band-in-a-Box nel 2009 e l’ho aggiornata di recente alla versione 2011. Nel complesso sono abbastanza soddisfatto, anche se ho qualche perplessità su questo programma.

BIAB è sicuramente un ottimo software, ma a volte ci si sente oppressi da tutte le sue feature. Dopo tutto, io l’ho comprato soprattutto per fare pratica con le più comuni (e meno comuni) progressioni di accordi, o per improvvisare su brani jazz e rock che non erano disponibili nei vari Aebersold, o per migliorare i miei assoli in tutte le tonalità e qualsiasi tempo di metronomo. Non ero affatto interessato al 90% delle caratteristiche rimanenti, che sono più che altro utili a compositori e song writers. Per esempio, non ho mai utilizzato la possibilità di generare un assolo su una sequenza di accordi, aggiungere i test, registrare gli strumenti MIDI, ecc. E’ vero che BIAB permette di definire ogni minimo dettaglio della musica che produce, ma molte di queste feature avanzate richiedono uno sforzo non indifferente per essere padroneggiate. A dire il vero, preferisco passare il mio tempo suonando, non imparando ad usare un ennesimo programma. A peggiorare il tutto c’è il fatto che l’interfaccia utente di BIAB non si può proprio definire moderna e intuitiva.

Recentemente mi trovo molto più a mio agio con programmi più semplice, ad esempio il fantastico iRealB (noto in precedenza come iRealBook), disponibile per iPhone, iPad, iPod Touch, Android, e Mac. Se possedete un iPhone è probabile che conosciate già questa app. Se non lo conoscete, è sufficiente dire che si tratta di una specie di Real Book – ma solo con le sequenze di accordi, senza temi – che è stato migliorato con degli style packs aggiuntivi (jazz, pop, latin, fusion, ecc.) che permettono di suonare sopra più di un migliaio di brani noti, oppure di crearne di nuovi (i fan di iRealB contribuiscono continuamente con nuovi brani sul forum del programma). Gli arrangiamenti sono generati automaticamente e la loro qualità è buona: non raggiungono quella di BIAB, soprattutto se si usano le Real Track, ma è più che sufficiente per fare pratica di improvvisazione. Per meno di 20 euro – tra applicazione principale e tutti gli style pack – posso avere sul mio iPhone tutte le feature di BIAB che mi interessano davvero, e non mi devo portare dietro 2-3 kg di libri alle jam session.

L’unico difetto è che iRealB non è disponibile per Windows, quindi sembra che non esista alcuna alternativa plausibile a BIAB per quei milioni di musicisti che non hanno né un Mac né un iPhone. Poi ho trovato questo gioiellino chiamato ChordPulse. La sua lista di feature è abbastanza piccola da essere riassunta in poche righe:

  • è facile inserire sequenze di accordi anche complesse; supporta 16 tipi comuni di accordi, più le inversioni e gli accordi con le note al basso
  • le sequenze di accordi possono essere molto lunghe, e sono suddivise in “pagine” lunghe fino a 16 misure; la lunghezza dei singoli accordi può essere modificata anche col mouse
  • è possibile suonare all’infinito l’intera sequenza o solo la pagina corrente, oppure suonare la sequenza una volta soltanto
  • sono forniti oltre 100 stili di accompagnamento, e nuovi stili sono aggiunti ad ogni nuova release – gli stili vano dal jazz, blues, rock, pop, e fusion fino a stili più tradizionali come il valzer, lo shuffle, e il bluegrass
  • le sequenze possono essere trasportate in qualsiasi tonalità e si può cambiare la velocità del brano molto velocemente, usando il mouse o la pressione di un solo tasto
  • è fornitata la (limitata) possibilità di personalizzare l’accompagnamento in specifici punti del brano
  • mixer per i 4 strumenti, esportazione su file MIDI, dissolvenze, accordatura, precount, …
  • Non richiede troppe risorse: solo 5M su disco e 64M in memoria, si scarica e si installa in pochi secondi, funziona su tutte le versioni di Windows a partire da XP, funziona con la risoluzione 1024×768 … insomma va benissimo anche su un netbook di 2-300 euro

ma soprattutto

  • interfaccia utente semplice e intuitiva, non richiede neanche di studiare il manuale.
  • solo 20 euro

Ripeto: la cosa migliore di ChordPulse è di essere talmente semplice, facile da usare e intuitivo che serve meno di un minuto per cominciare a usarlo, e meno di cinque minuti per padroneggiare tutte le sue caratteristiche. Per maggiori informazioni guardate questi video.

Secondo il suo autoreLaszlo Oroszi, il software va anche bene per comporre canzoni, ma non sono d’accordo perché mancano troppe feature fondamentali. Per dirne una, non è possibile modificare lo stile, il tempo, o la velocità di esecuzione nel mezzo del brano. Ma anche con queste limitazioni, ChordPulse è un ottimo strumento per fare pratica e per imparare a improvvisare.

Potete scaricare ChordPulse e usarlo gratuitamente per 14 giorni. Dopo questo periodo di prova è necessario acquistare, ma durante tale periodo tutti i comandi sono completamente funzionanti, incluso la possiblità di salvare le sequenze di accordi.

Molto generosamente, l’autore mette a disposizione una versione Lite completamente gratuita. La versione Lite dispone di soli 5 tipi di accordi e 24 stili, e meno opzioni per personalizzare l’accompagnamento, ma a parte questo è potente quanto la versione completa. Se state cercando un metronomo più musicale, è un vero affare. Ma se avete bisogno di maggiore ispirazione quando suonate, date una occhiata alla versione a pagamento.

Wireless MIDI a 6 euro e 99 centesimi

Ho comprato di recente MIDI Jet Pro per collegare il mio EWI al PC, allow Yahama VL70-m or al mio Roland SonicCell senza il rischio di inciampare in tutti questi cavi. Sono molto soddisfatto dell’acquisto, anche se non sono stato proprio felice di spendere qualche centinaio di euro per la gioia del MIDI wireless.

Ora una alternativa più economica esiste per chiunque possieda un iPhone, iPad o iPod Touch. MidiBridge di Audeonic costa solo 7 euro e offre ben più di un qualsiasi interfaccia MIDI wireless. (Dovrei aggiungere “in teoria” perché non l’ho ancora testato…)

In breve, MidiBridge funziona come un MIDI patchbay virtuale: riceve i dati MIDI che entrano nell’iPhone/iPad/iPod e li manda a un PC, un Mac o un altro dispositivo iOS che appartiene alla stessa rete locale wireless. Ma qui le similiarità con un sistema MIDI wireless terminano, perché MidiBridge permette molto più.

  • Si possono copiare i messaggi MIDi e mandarli a dispositivi multipli, senza dover acquistare ulteriore hardware
  • Si possono analizzare i messaggi MIDI e mandarli a dispositivi differenti a seconda del canale MIDI di trasmissione
  • Si possono scartare o reindirizzare i messaggi MIDI usando un filtro basato sul canale di trasmissione, valori di control change (ad esempio 02-Breath control), aftertouch, ecc.
  • … (ecc. ecc.)

I produttori dichiarano che la latenza è molto bassa con i dispositivi hardware ed è di 3-8 millisecondi con le reti CoreMIDI (RTP). Naturalmente, il dispositivo iOS deve essere dotato di una interfaccia MIDI (ad es. Line6 MIDI Moblizer, IK Multimedia iRig, o il camera kit se avete un iPad), ma se già fate musica con iOS è molto probabile che ne abbiate già acquistata una.

Per i musicisti che usano l’EWI, immagino che l’uso più naturale di MidiBridge sia con un iPhone o iPod Touch, che possono essere collegati con un cavo MIDI all’EWI ed essere comunque tenuti in tasca oppure in una custodia attaccata alla cintura. L’iPad è un po’ troppo largo e pesante per essere usato in questo modo. Inoltre, se volete collegarvi in modo wireless a uno strumento invece che a un computer c’è bisogno di un altro dispositivo iOS da posizionare appunto accando all’expander (ma in questo caso un iPad va benissimo).

A proposito, Audeonic propone anche un’altra app MIDI chiamata MidiVision, che permette di monitorare i messaggi MIDI in ingresso a un dispositivo iOS. Molto utile quando qualcosa non funziona come dovrebbe e dovete capire perchè.

Un studio di registrazione in 600 grammi

Yesterday 4PocketsAUDIO released an upgrade for their Meteor Multi Track Recorder for iPad.

Meteor è un registratore digitale + mixer che supporta fino a 12 tracce con qualità CD. Non può essere realmente paragonato ai DAW come Ableton Live o Cubase, perchè supporta solo tracce audio (e non MIDI), ma ha diverse feature che lo rendono appetibile per i musicisti di studio.

Tipicamente Meteor si usa per registrare dei brevi clips che si possono poi duplicare, spostare, tagliare, suddividere e mixare con l’editor per sample interno. Potete importare brani dalla libreria musicale dell’iPad e esportare il risultato come file compressi CAV o WAV, oppure verso altre applicazioni iPad che supportano il protocollo PasteBoard, per poterle elaborare ulteriormente. Sono disponibili alcuni effetti ed altri (compressore, distorsore, equalizzatore) possono essere aggiunti mediante acquisti in-app. Questi effetti sono applicabili globalmente o a singole tracce.

La feature che mi interessava maggiormente – e che mi ha convinto ad acquistarlo – è l’automazione del mixer. E’ possibile “disegnare” i livelli del volume, del panning e dei vari effetti, per ciascuna singola traccia (vedere l’immagine), il che ad esempio permette di programmare i fade-in e i fade-out. Per quanto ne so, questa è l’unica applicazione per iPad con questa caratteristica.

L’import dei video è disponibile come acquisto in-app e permette di vedere un video mentre si lavora con l’editor, per produrre una colonna sonora e aggiungere un commento, mantenendo tutto ben sincronizzato.

Il problema principale di questo tipo di applicazione è che possono facilmente mettere in ginocchio anche le CPU più potenti, specialmente se utilizzate molte tracce e molti effetti. Questo è vero persino per le applicazioni per PC e MAC ed è quindi ancora più vero sull’iPad. Come (parziale) soluzione al problema, Meteor permette di “congelare” (freeze) una traccia calcolando in anticipo il risultato di tutti gli effetti associati, oppure di fondere (mixdown) più tracce in una sola. (Attenzione: il freezing è reversibile, il mixdown no).

Non ho ancora avuto modo di giocare molto con Meteor, ma le prime impressioni sono molto positive. Non ci sono molti modi migliori per spendere 16 euro.

Trascrizioni più semplici a playback rallentato

E’ facile trovare utility per rallentare la velocità di riproduzione di un brano in modo da poter trascrivere più facilmente un tema o un solo.

Per esempio, se avetu un iPhone, un iPod Touch o un iPad, potete scaricare

For example, if you own an iPhone, iPod Touch, or iPad you can download Slow Down Music Trainer: questa applicazione è gratuita ma ha alcune limitazioni. Acquistando la Unlimited Edition (in-app purchase) si aggiungono alcune feature, tra cui la possibilità di modificare la tonalità del brano. Per solli €2.39 è un affare.

Esistono numerosi software per Windows che permettono di modificare la velocità di un brano, e costano parecchio più di 2 euro e mezzo. Se avete questa esigenza, potrete sicuramente apprezzare questa “dritta”, basata su una feature relativamente poco nota di Windows Media Player .

Per usare questa feature semi-nascosta, dove per prima cosa abilitare la visualizzazione Now Playing (usare il comando di menu File-View oppure premere il tasto Ctrl+3), poi fare click col tasto destro in qualsiasi punto della finestra di WMM, selezionare il sottomenu Enhancements e poi il comando Play Speed Settings .

Esatto, è davvero così semplice e – soprattutto – completamente gratuito!

Windows Media Playeer speed settings