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Un libro di economia e marketing che tutti i musicisti dovrebbero leggere

In questo blog prevedo di recensire molti libri sul sax, sulla improvvisazione e sulla musica in generale. Ma la prima recensione della serie è su un libro che ha un argomento completamente differente: economia e marketing. Il libro sfiora soltanto la musica, ma ciò che racconta è comunque molto interessante. Chris Anderson è un nome abbastanza sconosciuto tra i musicisti, eppure la rivista Time lo ha incluso nella lista dei 100 esperti più influenti al mondo. E’ il capo-redattore di Wired Magazine, la bibbia di tutti gli esperti di tecnologia al mondo, da qualche anno disponibile anche in edizione italiana.

Free (Gratis) è la sua analisi di come l’economia è cambiata ora che Internet ha così tanto da offrire – gratis! – a chiunque, e copra argomenti come il software, i videogame, i giornali, i siti web, le conferenze, i libri, i voli aerei, e molto altro… ed ovviamente anche la musica.

Nel restringere la sua analisi alla musica, la questione che Chris pone è abbastanza elementare: come può sperare un musicista o gruppo emergente di differenziarsi dalla folla, vendere CD e fare soldi quando così tanta musica è liberamente e legalmente disponibile per il download su YouTube o dozzine di altri siti simili? E’ una domanda che tutti gli operatori del settore musicale si dovrebbero porre, ma che raramente fanno.

Ci sono molte risposte intriganti a questa semplice domanda, e l’autore ha alcune storie interessanti da raccontare. Alcune di queste sono abbastanza note anche fuori dall’ambiente musicale, ad esempio l’esperimento dei Radiohead, che misero il loro album In Rainbows a disposizione di tutti per il download con offerta libera, incluso ZERO dollari. Il risultato: In Rainbows ha venduto oltre 3 milioni di copie, più di qualsiasi album dei Radiohead, più 100mila copie di un cofanetto deluxe al prezzo di 80$. Al termine dell’esperimento fu prodotto un CD “tradizionale”, che divenne il #1 nelle classifiche USA/UK e su iTunes, dove fu scaricato 35mila volte nella sola prima settimana. Ancora più interessante è il fatto che al disco seguì la tourneé più redditizia nella storia del gruppo, con 1,2 milioni di biglietti venduti.

Nel libro Anderson racconta anche di come Prince è riuscito a regalare il suo nuovo album Planet Earth (venduto normalmente a 19 dollari) ai 2,8 milioni di lettori dell’edizione domenicale del Daily Mail (UK) e nonostante ciò fare un profitto di oltre 18 milioni di dollari vendendo i biglietti del suo concerto londinese.

Queste storie di successo sembrano indurre a credere che la Free Economy si applica solo alle stelle dello spettacolo come Radiohead e Prince, ma l’autore ha anche storie succose su artisti molto meno famosi, almeno negli USA e in Europa. Quella che preferisco è sul gruppo Banda Calypso, di San Paolo, Brasile, che mescola le melodie tradizionali brasiliane con i ritmi techno, dando origine a uno stile musicale originale chiamato technobrega. La band registra i propri CD in uno studio professionale, ma poi dà via gratis il master dei loro CD ai vari DJ della zona, che a loro volta li usano per organizzare feste e li passano ai venditori ambulanti, che infine li vendono a prezzo bassissimo, come se fossero copie illegali (ma non lo sono!).

Banda Calypso ha venduto oltre 10 milioni di CD senza guadagnarci nulla, eppure non se ne lamentano perché il loro vero business è fare concerti. Il passaparola innescato da questi CD a basso prezzo ha un impatto incredibile sulla vendita dei biglieti. L’aneddoto che meglio di qualunque altro illustra quanto questa forma di marketing alternativo possa essere efficace lo racconta il giornalista Hermanno Vianna, di Globe TV. Aveva invitato il gruppo presso gli studi televisivi per una intervista e aveva offerto di mandare un aeroplano per riportarli in una zona desolata del paese, al che la band ha risposto: “Nessun problema, abbiamo il nostro aeroplano!”

Morale della storia: se volete capire qualcosa di più di come l’industria musicale funziona dietro le quinte, Free (Gratis) è un must-read. Magari vi può far venire qualche buona idea su come promuovere il vostro prossimo CD o i vostri concerti.