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LIBRO GRATUITO:  “The Scale Omnibus”

The Scale Omnibus is è un e-book GRATUITO di 430 pagine, che descrive ben 399 scale musicali differenti, in tutte le tonalità, con sinonimi, note storiche, accordi su cui ciascuna scala può essere usate per improvvisare, tabelle riassuntive e altro ancora. Molto probabilmente è il libro più completo su questo argomento, sicuramente il più completo tra quelli che si possono scaricare gratuitamente da Internet.

Sono molto contento di poter offrire questo materiale a tutti i musicisti, strumentisti, vocalist, compositori, improvvisatori, studenti, appassionati di musica … insomma, a tutti i lettori di saxopedia.

Condividete liberamente questo materiale con i vostri amici musicisti, e i vostri studenti se siete insegnati. Tuttavia, invece di passare una copia del PDF, condividete l’URL della Home page di THE SCALE OMNIBUS, in modo che possano scaricare la versione più recente del file PDF.

Visualizza il PDF online

Scarica il file ZIP compresso

 

The Scale Omnibus

Il mio nuovo libro: “Fare musica con il tuo iPad”

Lo so, è davvero un sacco di tempo che non scrivo un post. Però questa volta ho una buona scusa, anzi un’ottima scusa: ero troppo impegnato a scrivere il mio nuovo libro 🙂

Non è il mio primo testo per Mondadori – ne ho scritti già una dozzina, tutti rivolti a programmatori software. Questo è invece il primo libro dedicato ai musicisti, anche se si tratta di una categoria molto particolare di musicisti, ovvero quelli che possiedono un iPad, un iPhone o un iPod Touch e si chiedono come possono sfruttarlo in ambito musicale.

Ecco la scheda del libro, con il testo presente in IV di copertina. Per avere una idea più precisa di quel che potrete trovare al suo interno, potete leggere un estratto della introduzione.

Oltre ad essere un tablet potente e versatile, l’iPad è uno straordinario strumento che permette a chiunque di imparare a suonare e cantare, comporre la propria musica, mixare i brani preferiti come un vero DJ, creare ritmi trascinanti, scoprire nuove band e tanto altro ancora.

Che siate un musicista professionista, un hobbista o un semplice appassionato, indipendentemente dallo stile di musica che amate suonare o ascoltare, “Fare musica con il tuo iPad” è la guida più completa a questo affascinante mondo, con la recensione delle migliori 80 app musicali per iPad e iPhone, i segreti per usare al meglio le app più potenti tra cui GarageBand, MusicStudio, NanoStudio, AmpliTube, ThumbJam, BeatMaker, iReal b, Drums XD e GrooveMaker, e la descrizione dei migliori accessori musicali, le interfacce audio/MIDI e le tastiere da collegare direttamente ai dispositivi iOS.

L’autore: Francesco Balena è autore di numerosi manuali di programmazione software tradotti in una dozzina di lingue. Quando non è in giro per l’Italia e il mondo per conferenze e seminari tecnici, passa il suo tempo suonando il sax e divertendosi a fare musica con il suo iPad, tastiere MIDI e altri giocattoli musicali.

Pubblicato da: Mondadori Informatica

Prezzo di copertina: 16 euro

Acquista online su IBS.IT o Amazon

[RECENSIONE] The Giant Steps Scratch Pad Complete

Oramai ho studiato per un po’ di tempo sul bel libro The Giant Steps Scratch Pad Complete di Robert Hartig, il cui sottotitolo – 155 Licks and Patterns in Every Key to Help You Master John Coltrane’s Challenging Tune – fornisce una idea abbastanza precisa di quello che il libro contiene.

Quello che il titolo e il sottotitolo non dicono è quanto bene il libro sia organizzato. A differenza della maggior parte dei libri sui pattern, che isolano una frase e la trasportano su tutte le dodici tonalità, questo e-book ha un approccia diametralmente opposto: ci sono 12 capitoli, uno per ciascuna tonalità. Il materiale è in pratica lo stesso per tutti i capitoli, eccetto qualche piccola modifica per fare rientrare le note nell’estensione del sax.

Ogni capitolo è lungo 20 pagine ed è ulteriormente suddiviso in due sezioni, che riflettono la struttura A-B di Giant Steps, dove ciascun sezione è di 8 misure ciascuna. (La sezione A è quella a cui ci si riferisce di solito con il termine Giant Steps cycle. I pattern nella sezione “A” di ciascun capitolo sono lunghi 4 misure e devono essere trasportate una terza maggiore verso il basso per ottenere le frasi per le misure 5-8. Al contrario, le frasi per la sezione “B” di ciascun capitolo sono lunghe 8 misure e non richiedono alcuna trasposizione.

Entrambe le sezioni “A” e “B” di ciascun capitolo terminano con una pagina dedicata ai pattern sulla scala augmented, il cui rapporto con Giant Steps sta nel fatto che è possibile suonare questa scala sull’intera sequenza di Giant Steps senza risultare troppo dissonanti. (Potete però risultare troppo scoccianti, ma questa è un’altra storia…)

Le mie impressioni su questo libro sono decisamente positive. La maggior parte delle frais NON sono i soliti pattern 1-2-3-5 che abbondano in libri simili, e sono più musicali e meno prevedibili della maggior parte dei pattern per Giant Steps che ho visto altro. Dovrei aggiungere che non ho studiato il libro per tutto il tempo che avrei voluto. Anche se l’autore afferma che il libro è il risultato di anni di studio, lui stesso ammette che non ha studiato davvero tutti questi pattern in tutte le possibili tonalità, e infatti dubito che siano molti i sassofonisti al mondo che possono davvero suonare Giant Steps in qualunque tonalità. Ad ogni modo, se volete far parte di questa ristretta cerchia, allora sicuramente questo libro vi darà materiale da studiare per anni.

La struttura inusuale A-B del libro è interessante, anche se in qualche caso mi sono sorpreso a desiderare di avere tutte le trasposizioni di un pattern nella stessa pagina, un qualcosa che ha molto senso se si desidera suonare “outside” oppure se si vuole sovraimporre la sequenza di Giant Steps su un brano modale o che usa una sequenza armonica differente.

Anche le pagine dedicate alla scala augmented costituiscono dell’ottimo materiale, perlomeno per me che non ho mai familiarizzato abbastanza con questo tipo di scala. Ad essere sinceri, mi sarebbe piaciuto vedere più varietà ritmica nei vari pattern – la maggior parte dei quali utilizza semplici crome, ma modificare un cliché per farlo sembrare una frase originale deve essere parte del bagaglio di esperienze di tutti i musicisti, e non è certo uno degli obiettivi di questo libro.

L’autore raccomanda di studiare i pattern insieme a un Aebersold, tuttavia non si tratta della migliore soluzione, in quanto la struttura A-B del libro comporta che non potete applicare quello che leggete sull’intera struttura del brano. Meglio sarebbe usare un brano preparato con Band-in-a-Box, che invece permette di ripetere all’infinito una porzione del pezzo. (Ovviamente, ciò presuppone che abbiate BIAB.)

I visitatori di saxopedia hanno una terza opzione ancora migliore. Per studiare Giant Steps ho creato una sequenza di accordi con ChordPulse, ma non dovete acquistare alcun software perché potete scaricare la versione gratuita ChordPulse Player. A questo punto potete studiare qualsiasi parte della sequenza di Giant Steps, in qualsiasi tonalità e in qualsiasi tempo, dopo aver scaricato questo file ZIP. (Ho descritto ChordPulse in questo articolo e ho anche preparato i file per le sequenze di accordi più comuni, che potete scaricare da questa pagina.)

Potete ordinare The Giant Steps Scratch Pad Complete e-book dal sito web Stormhorn di Robert Hartig; sullo stesso sito potete trovare molti altri articoli interessanti, anche specifici su Giant Steps, come ad esempio questo.

Buona lettura e buono studio!

24 pagine di consigli gratis su BestSaxophoneWebsiteEver


Dopo tanti anni continuo a stupirmi della quantità di buon materiale per musicisti disperso sulla Rete. Ieri è stato il turno di questo ottimo sito web, BestSaxophoneWebsiteEver, che offre un libretto di 24 pagine in formato PDF, pieno di consigli e “trucchi” che saranno utili a tutti i sassofonisti. Tra questi, una guida all’acquisto di un sax usato, consigli come tenere lo strumento pulito e perfettamente funzionante, accorgimenti da usare durante lo studio, e altro ancora. La mia sezione preferita è come posizionare un microfono per ottenere le migliori registrazioni casalinghe.

Il libretto è in realtà solo un estratto di quello che si può trovare su questo sito, curato da Doron Orenstein. Ecco una serie di pagine che vale la pena leggere:

6 crucial facts about saxophone reeds
11 tips for improving your altissimo
7 tips to tell how much mouthpiece to take in (basato in parte su questo articolo di Pete Thomas)
8 tips for an open throat and big sound
Flatter tounguing – The sexy sax secret

Buona lettura!

Dodici dischi da mandare su Marte

Nel precedente post ho parlato di questo bel libro di Enrico Rava, “Incontri con musicisti straordinari – La storia del mio jazz”, quindi non starò a ripetere quanto mi sia piaciuto.

Nel libro Rava racconta che nel corso degli anni molti giornalisti gli hanno chiesto i 10 dischi che manderebbe su Marte per far conoscere ai cugini marziani un po’ di storia del jazz. Insomma, una versione più fantasiosa della domanda che riguarda i dischi (o libri, o DVD, ecc.) che si vorrebbe avere con sè in caso di naufragio su un’isola deserta.

La risposta di Rava è interessante, anche se non ce l’ha fatta a rimanere nel limite dei dieci album:

1) Louis Armstrong and His Hot Seven (1927) – Satchmo al suo meglio, contiene il capolavoro Potato Head Blues. Seconod Woody Allen, per cui vale la pena vivere. Maggiori informazioni in questa pagina (in inglese), e questa è la pagina su Amazon (USA) per comprarlo.

2) I’m coming Virginia – di Bix Beiderbecke e Frankie Trumbauer (1927), una dimostrazione della modernità del suono e del fraseggio di Bix. Può essere trovata in questa raccolta.

3) Duke Ellington and the Blanton-Webster Band – L’orchestra di Duke con Ben Webster e Jimmy Blanton, attiva tra il 1940 e il 1942. Secondo Rava, Cotton Tail, Concerto for Cootie, Ko Ko, e Conga Brava sono dei veri gioielli. Si trovano in Never No Lament – The Blanton-Webster Band (rimasterizzato).

4) Qualsiasi album di Charlie Parker e Dizzy Gillespie – Rava non raccomanda alcun album specifico, ma io suggerirei The Complete Savoy and Dial Master Takes, un cofanetto di 3-CD che include tutte le prime registrazioni in studio di Bird.

5) Billie Holliday with Teddy Wilson’s Orchestra and Lester Young (1939) – La cantante più affascinante del jazz, sostiene l’autore. Non possiedo questo disco e sfortunatamente Rava non fornisce ulteriori dettagli. Dopo una ricerca su Amazon, immagino che si tratti di questo album.

6) Birth of the Cool (1949-50) – naturalmente di Miles Davis, con Gil Evans, Gerry Mulligan, John Lewis, Lee Konitz, e altri. La rottura con il bebop e l’anticipazione del jazz West Coast che sarebbe seguito.

7) Solo Monk – Tutti i dischi di Thelonious Monk sono belli, quindi la scelta di un singolo disco è abbastanza arbitraria.

8 ) Qualsiasi brano di Gerry Mulligan e Chet Baker – E’ abbastanza facile trovare delle riedizioni con la musica di questo quartetto, quindi ho preso il primo risultato di una ricerca su internet: The Best of the Gerry Mulligan Quartet with Chet Baker.

9) Tutti gli album di Miles Davis – Dovendone scegliere uno soltanto, Rava indica Porgy and Bess, con l’orchestra di Gil Evans.

10) Tijuana Moods – Il viaggio di Charlie Mingus nella città messicana al confine con gli Stati Uniti.

11) Study in Brown – di Clifford Brown e Max Roach, ma tutti i dischi di Brown sono un must per i trombettisti.

12) This Is Our Music – di Ornette Coleman, con Don Cherry, Charlie Haden, e Ed Blackwell. Uno dei migliori esempi della rivoluzione del jazz.

E’ evidente che molte delle scelte di Rava sono influenzate dal suo strumento preferito. Ciò nonostante, trovo questa lista molto interessante e penso di comprare alcuni dei dischi che non possiedo già.

Ad essere sincero, non ascolto molto jazz pre-bebop (vergogna!), quindi la mia lista sarebbe differente. Prima o poi la pubblicherò su questo blog, tanto per gioco. A proposito, quali sono i vostri  dischi preferiti?

“Incontri con musicisti straordinari” (Enrico Rava)

Una breve premessa: è mia opinione che mediamente i libri scritti dai musicisti siano scritti abbastanza male, perché anche se uno ha cose molto interessanti da raccontare non è detto che sappia raccontarle bene. A volte poi il musicista-aspirante-scrittore si confronta con temi troppo complessi anche per autori con più esperienza, ad esempio quando tentanto di riportare su carta la loro filosofia di vita o di descrivere nei dettagli le emozioni che provano suonando la propria musica o ascoltando quella altrui. 

Ecco perché leggere questo libro di Enrico Rava è stata una bella e piacevolissima sorpresa. “Incontri con musicisti straordinari” (sottotitolo: La storia del mio jazz, pubblicato da Feltrinelli) è proprio quello che descrive il titolo, una veloce biografia del primo musicista italiano che, partendo da una Torino abbastanza provinciale (jazzisticamente parlando), si è trovato a suonare fin dai primi anni ’60 con i musicisti che hanno fatto la storia del jazz, condividendo esperienze con mostri sacri come Gato Barbieri, Steve Lacy, Chet Baker, Don Cherry, Joe Henderson e Roswell Rudd. Per non parlare di praticamente tutti i jazzisti italiani, da Franco D’Andrea a Massimo Urbani, Enrico Pierannunzi e Paolo Fresu.

La scrittura di Rava è agile e divertente, gli aneddoti sono centinaia e anche quando non sono memorabili sono comunque piacevoli e servono perfettamente al loro scopo, ovvero descrivere dal di dentro un mondo che la maggior parte dei semplici amanti del jazz può solo tentare di immaginare. Rava è passato attraverso tanti stili differenti – dal free jazz all’hard-bop, se proprio vogliamo etichettarli – ma non parla tanto della sua musica quanto delle persone che ha incontrato in oltre mezzo secolo in giro per il mondo. Quando parla delle persone Rava non risparmia i complimenti, ma non tenta neanche di nascondere alcuni aspetti poco “politically correct” dei suoi amici più cari e neanche di se stesso. Il tutto con la massima sincerità, una grande dote che merita di essere apprezzata.

Un libro che vale la pena di leggere con la stessa leggerezza con cui è stato scritto.

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Un libro di economia e marketing che tutti i musicisti dovrebbero leggere

In questo blog prevedo di recensire molti libri sul sax, sulla improvvisazione e sulla musica in generale. Ma la prima recensione della serie è su un libro che ha un argomento completamente differente: economia e marketing. Il libro sfiora soltanto la musica, ma ciò che racconta è comunque molto interessante. Chris Anderson è un nome abbastanza sconosciuto tra i musicisti, eppure la rivista Time lo ha incluso nella lista dei 100 esperti più influenti al mondo. E’ il capo-redattore di Wired Magazine, la bibbia di tutti gli esperti di tecnologia al mondo, da qualche anno disponibile anche in edizione italiana.

Free (Gratis) è la sua analisi di come l’economia è cambiata ora che Internet ha così tanto da offrire – gratis! – a chiunque, e copra argomenti come il software, i videogame, i giornali, i siti web, le conferenze, i libri, i voli aerei, e molto altro… ed ovviamente anche la musica.

Nel restringere la sua analisi alla musica, la questione che Chris pone è abbastanza elementare: come può sperare un musicista o gruppo emergente di differenziarsi dalla folla, vendere CD e fare soldi quando così tanta musica è liberamente e legalmente disponibile per il download su YouTube o dozzine di altri siti simili? E’ una domanda che tutti gli operatori del settore musicale si dovrebbero porre, ma che raramente fanno.

Ci sono molte risposte intriganti a questa semplice domanda, e l’autore ha alcune storie interessanti da raccontare. Alcune di queste sono abbastanza note anche fuori dall’ambiente musicale, ad esempio l’esperimento dei Radiohead, che misero il loro album In Rainbows a disposizione di tutti per il download con offerta libera, incluso ZERO dollari. Il risultato: In Rainbows ha venduto oltre 3 milioni di copie, più di qualsiasi album dei Radiohead, più 100mila copie di un cofanetto deluxe al prezzo di 80$. Al termine dell’esperimento fu prodotto un CD “tradizionale”, che divenne il #1 nelle classifiche USA/UK e su iTunes, dove fu scaricato 35mila volte nella sola prima settimana. Ancora più interessante è il fatto che al disco seguì la tourneé più redditizia nella storia del gruppo, con 1,2 milioni di biglietti venduti.

Nel libro Anderson racconta anche di come Prince è riuscito a regalare il suo nuovo album Planet Earth (venduto normalmente a 19 dollari) ai 2,8 milioni di lettori dell’edizione domenicale del Daily Mail (UK) e nonostante ciò fare un profitto di oltre 18 milioni di dollari vendendo i biglietti del suo concerto londinese.

Queste storie di successo sembrano indurre a credere che la Free Economy si applica solo alle stelle dello spettacolo come Radiohead e Prince, ma l’autore ha anche storie succose su artisti molto meno famosi, almeno negli USA e in Europa. Quella che preferisco è sul gruppo Banda Calypso, di San Paolo, Brasile, che mescola le melodie tradizionali brasiliane con i ritmi techno, dando origine a uno stile musicale originale chiamato technobrega. La band registra i propri CD in uno studio professionale, ma poi dà via gratis il master dei loro CD ai vari DJ della zona, che a loro volta li usano per organizzare feste e li passano ai venditori ambulanti, che infine li vendono a prezzo bassissimo, come se fossero copie illegali (ma non lo sono!).

Banda Calypso ha venduto oltre 10 milioni di CD senza guadagnarci nulla, eppure non se ne lamentano perché il loro vero business è fare concerti. Il passaparola innescato da questi CD a basso prezzo ha un impatto incredibile sulla vendita dei biglieti. L’aneddoto che meglio di qualunque altro illustra quanto questa forma di marketing alternativo possa essere efficace lo racconta il giornalista Hermanno Vianna, di Globe TV. Aveva invitato il gruppo presso gli studi televisivi per una intervista e aveva offerto di mandare un aeroplano per riportarli in una zona desolata del paese, al che la band ha risposto: “Nessun problema, abbiamo il nostro aeroplano!”

Morale della storia: se volete capire qualcosa di più di come l’industria musicale funziona dietro le quinte, Free (Gratis) è un must-read. Magari vi può far venire qualche buona idea su come promuovere il vostro prossimo CD o i vostri concerti.