Categories

A sample text widget

Etiam pulvinar consectetur dolor sed malesuada. Ut convallis euismod dolor nec pretium. Nunc ut tristique massa.

Nam sodales mi vitae dolor ullamcorper et vulputate enim accumsan. Morbi orci magna, tincidunt vitae molestie nec, molestie at mi. Nulla nulla lorem, suscipit in posuere in, interdum non magna.

Conferenza su EWI di Alistair Parnell

Ho appena scoperto una interessante sessione dello specialista di sax/ewi Alistair Parnell, che include una introduzione all’EWI, dimostrazione dei suoni, suoni campionati mediante un notebook, loop station a pedale e manipolazione del suono mediante software. La sessione è stata preparata per il XVI Worlds Saxophone Congress St Andrews 2012 (Scozia), il video su YouTube è stato visto meno di duemila volte, ma merita un pubblico molto più vasto. Quindi, dategli una occhiata e condividetelo.

Wireless MIDI a 6 euro e 99 centesimi

Ho comprato di recente MIDI Jet Pro per collegare il mio EWI al PC, allow Yahama VL70-m or al mio Roland SonicCell senza il rischio di inciampare in tutti questi cavi. Sono molto soddisfatto dell’acquisto, anche se non sono stato proprio felice di spendere qualche centinaio di euro per la gioia del MIDI wireless.

Ora una alternativa più economica esiste per chiunque possieda un iPhone, iPad o iPod Touch. MidiBridge di Audeonic costa solo 7 euro e offre ben più di un qualsiasi interfaccia MIDI wireless. (Dovrei aggiungere “in teoria” perché non l’ho ancora testato…)

In breve, MidiBridge funziona come un MIDI patchbay virtuale: riceve i dati MIDI che entrano nell’iPhone/iPad/iPod e li manda a un PC, un Mac o un altro dispositivo iOS che appartiene alla stessa rete locale wireless. Ma qui le similiarità con un sistema MIDI wireless terminano, perché MidiBridge permette molto più.

  • Si possono copiare i messaggi MIDi e mandarli a dispositivi multipli, senza dover acquistare ulteriore hardware
  • Si possono analizzare i messaggi MIDI e mandarli a dispositivi differenti a seconda del canale MIDI di trasmissione
  • Si possono scartare o reindirizzare i messaggi MIDI usando un filtro basato sul canale di trasmissione, valori di control change (ad esempio 02-Breath control), aftertouch, ecc.
  • … (ecc. ecc.)

I produttori dichiarano che la latenza è molto bassa con i dispositivi hardware ed è di 3-8 millisecondi con le reti CoreMIDI (RTP). Naturalmente, il dispositivo iOS deve essere dotato di una interfaccia MIDI (ad es. Line6 MIDI Moblizer, IK Multimedia iRig, o il camera kit se avete un iPad), ma se già fate musica con iOS è molto probabile che ne abbiate già acquistata una.

Per i musicisti che usano l’EWI, immagino che l’uso più naturale di MidiBridge sia con un iPhone o iPod Touch, che possono essere collegati con un cavo MIDI all’EWI ed essere comunque tenuti in tasca oppure in una custodia attaccata alla cintura. L’iPad è un po’ troppo largo e pesante per essere usato in questo modo. Inoltre, se volete collegarvi in modo wireless a uno strumento invece che a un computer c’è bisogno di un altro dispositivo iOS da posizionare appunto accando all’expander (ma in questo caso un iPad va benissimo).

A proposito, Audeonic propone anche un’altra app MIDI chiamata MidiVision, che permette di monitorare i messaggi MIDI in ingresso a un dispositivo iOS. Molto utile quando qualcosa non funziona come dovrebbe e dovete capire perchè.

Uno strumento per disegnare le diteggiature

Mi sarebbe piaciuto conoscere questo ottimo strumento un paio di mesi fa, quando pubblicai le diteggiature per il registro normale e altissimo.

Il Fingering Diagram Builder, creato da Bret Pimentel, è una applet Java online che permette di creare diagrammi di diteggiature per molti tipi differenti di strumenti a fiato, incluso sax, clarinetto, flauto, oboe, e flauto dolce, e i due wind controllers AKAI 4000s e Yahama WX5. E’ possibile selezionare la dimensione e il colore dei tasti, e salvare l’immagine che si ottiene sul proprio computer oppure sul proprio account Dropbox.

Al momento, l’unica seria limitazione è che il software non supporta alcuna versione di Internet Explorer, anche se dovrebbe funzionare bene con la maggior parte degli altri browser. Di sicuro funziona alla grande con FireFox.

Per saperne di più su questo strumento, visitate questi articoli a cura dell’autore.

EWITool, l’altro editor per EWI 4000s

L’AKAI EWI 4000s viene fornito con 100 preset che, francamente, non rendono affatto giustizia al suo synt interno. Ci sono solo poche patch che sono realmente suonabili, e nessuna di queste assomiglia anche solo vagamente a uno strumento acustico, incluso quegli strumenti che sono relativamente semplici da simulare mediante sintesi, tipo il clarinetto o un flauto dolce.

A meno di usare un expander esterno, quindi, per noi EWI-isti la scelta si riduceva alle seguenti due opzioni:

1) acquistare la fantastica raccolta di suoniPatchman Music EWI4000s creata da Matt Traum, il vero guru dell’EWI
2) creare i propri suoni usando l’editor Vyzex UniQuest disponibili sul sito AKAI , nella versione per PC o Mac.

(Tra parentesi, se ancora non avete la raccolta Patchman allora state sfruttando solo una piccola parte del potenziale dell’EWI 4000s e posso solo consigliare di ordinarne subito una copia. A 90$ è un vero affare.

Tuttavia, se siete ancora in cerca di “quel suono particolare” e non riuscite a trovare nulla di simile neanche nella libreria Patchman, l’unica opzione possibile è crearvi da soli la patch usando l’editor Vyzex, che non è proprio divertente da usare. Per quanto mi riguarda almeno, l’ho sempre trovato poco intuitivo e semplice da usare.

Solo di recente ho scoperto una terza opzione, ovvero un editor open source alternativo chiamato EWITool, che potete scaricare da questa pagina. Il suo autore Steve Merrony ha fatto un ottimo lavoro, e il fatto che la sua documentazione sia molto concisa è una prova ulteriore di quanto semplice il software sia.

EWITools mette a disposizione molte caratteristiche interessanti, tra cui la possibilità di salvare e caricare tutte le 100 patch dell’EWI, una clipboard dove memorizzare un numero qualsiasi di patch (e la clipboard è salvata su disco, in modo da poterla riusare in una successiva sessione), la creazione di librerie multiple, e la capacità di lavorare con i file BNK e SYX, incluso i file SYX che contengono una sola patch. Ci sono anche alcune feature davvero uniche, tra cui:

  • La possibilità di creare delle patch “casuali”, sia partendo da zero che modificando in modo random i parametri di una patch esistente
  • La possibilità di “fondere” (merge) due patch esistenti, per ricavare una nuova patch che è in un certo senso la “media” delle due originali
  • accesso diretto all’EWI Patch Exchange.

L’EWI Patch Exchange è stato un tentativo di creare un “marketplace” (gratuito!) per scambiare patch tra possessori di EWI. Sfortunatamente il tentativo si può considerare un fallimento, visto che dopo tre anni ci sono solo 20 patch circa e non vi sono state aggiunte negli ultimi 12 mesi. Comunque, il marketplace è lì pronto per essere resuscitato se necessario. E in ogni caso, questa ventina di patch sono abbastanza interessanti e vale la pena caricarle sul proprio EWI.

Si direbbe che – come per l’EWI Patch Exchange – anche l’EWITool sia un progetto “morto” che non viene aggiornato dal 2008, il che è un vero peccato visto che si tratta di un editor molto interessante. Ad ogni modo, il codice sorgente del software è disponibile e forse qualche sviluppatore deciderà di ripartire da lì. Ma anche con qualche limite nella sua versione “corrente” 0.6, EWITool è un editor che tutti gli EWI-isti dovrebbero installare sul proprio computer.