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Sei (o più) app iOS per studiare musica

Se ci pensate, noi sassofonisti (e qualsiasi altro musicista, se è per questo) abbiamo bisogno di un mucchio di accessori per studiare e fare pratica. Ovviamente serve lo strumento, ma abbiamo anche bisogno del metronome, di un accordatore, di un leggio, uno o più libri di esercizi, il Real Book o altri spartiti. Per studiare improvvisazione, poi, ci serve anche un lettore di CD o MP3 con qualche Aebersold. Se studiate armonia occorre anche un piano o una tastiera su cui suonare gli accordi.

E’ un bel po’ di roba da portarsi appresso,no?

La buona notizia è che oggi tutto quello di cui abbiamo bisogno è un iPhone o un iPod Touch, o un iPad se ci piacciono gli schermi più grandi. Certo, dobbiamo continuare a portare con noi il sax, ma almeno solo quello!

Metronomo

Se fate una ricerca per “metronome” nell’App Store ottenete circa 350 corrispondenze, quindi non c’è che l’imbarazzo della scelta. In alcuni casi si tratta di programmi che fanno molto di più che tenere il tempo, ma anche non predendoli in considerazione restano almeno duecento programmi tra cui scegliere. Tutte le app che ho testato sono sufficientemente accurate per fare pratica.

Se state cercando un “semplice” metronomo, non vale la pena spendere dei soldi, in quanto la maggior parte della applicazioni gratuite sono sufficientemente precise e complete. A me piace in particolar modo Steinway Metronome a causa della sua interfaccia grafica “legnosa”. Supporta la maggior parte dei tempi più comuni e dispone di un utile indicatore visuale che non vi costringe a collegare l’iPhone a un altoparlante per evitare che i click siano inaudibili quando suonate il sax (che ha un volume ben più alto).

Vi sono molte altre app che offrono delle variazioni anche abbastanza fantasiose sul metronomo base, ad esempio l’incremento o il decremento progressivo del numero di battiti al minuto. Personalmente non sono interessato a queste caratteristiche, in quanto credo che vadano contro l’obiettivo principale dello studio con il metronomo. Tuttavia è bene sapere che l’App Store offre anche questi “super-metronomi”. Ad esempio, potreste investire 0.79€ per Ultimate Metronome, che supporta anche dei tempi decisamente inusuali, suoni differenti per i click sui vari beat, tempi composti personalizzati all’interno di un singolo brano, e altro ancora.

Un altro metronomo abbastanza interessate (anche questo a 0.79€) è PolyRhythm, che aiuta a lavorare con poliritmi anche molto complessi, ad esempio 7-su-2 o 11-su-3. Questa app è più che altro rivolta ai batteristi, ma può essere utile a qualsiasi strumentista. Il suo autore Wolfram Winkel ha anche creato una versione ridotta del software, che può essere eseguita all’interno di qualsiasi browser, in modo da potersi fare una idea di come funziona il programma prima di acquistarlo. (La principale differenze tra l’app per iPhone e quella che gira nel browser è che la seconda non permette di specificare un valore preciso di BPM.)

Come per la maggior parte delle applicazioni musicali, ricordatevi di disabilitare l’auto-lock dell’iPhone o iPad quando lavorate con il metronomo, altrimenti sarebbe costretti a sbloccare continuamente lo scheermo.

Accordatore

La categoria degli accordatori è affollata quasi quanto quella dei metronimi e – come per i metronomi – è possibile trovare un accordatore all’interno di molte altre applicazioni musicali, specialmente quelle per chitarristi come AmpliTube, AmpKit e iShred Live. E come accade per i metronomi, potete risparmiare un po’ di soldi scaricando una applicazione gratuita, perché ve ne sono di ottime.

Nel mio caso ho scelto n-Track Tuner. Non c’è molto da dire su questa app, eccetto che funziona bene e che solo pochi anni fa spesi una trentina di euro per acquistare un accordatore cromatico “vero” che fa praticamente le stesse cose, e che per giunta spesso lasciavo a casa perché non avevo abbastanza spazio nella custodia del sax.

Ear Training

Ci sono molte applicazioni iOS che aiutano a sviluppare la capacità di riconoscere intervalli e accordi. Molte applicazioni gratuite forniscono le funzionalità di base (ad es. intervalli semplici), ma potreste dover spendere qualche euro per un corso completo di ear training. D’altra parte è un ottimo modo per spendere i propri soldi, perché un orecchio allenato è fondamentale per qualsiasi musicista. Per fortuna, praticamente per tutte le applicazioni di questo tipo a pagamento esiste una corrispondente versione “lite” gratuita, che vi permette di testare il software prima di acquistarlo.

Le tre app che vale la pena provare sono Karajan a 11.99€ (o la sua versione gratuita Karajan Beginner), Ear Training a 11.99€ (o la versione gratuita Ear Training Lite), e Ear Trainer a 5.49€ (oppure Ear Trainer Lite gratis).

Play By Ear offre un approccio differente all’ear training. In questo caso, invece di dover toccare lo schermo per indicare le vostre risposte, dovete semplicemente suonare la nota in questione sul vostro strumento. Un’altra caratteristica molto interessante di questa app è di essere completamente gratuita!

Modificare il tempo e la tonalità

Se state trascrivendo, studiando o facendo pratica su un solo, avete proprio bisogno di un lettore di file MP3 in grado di rallentare il brano senza modificare la sua tonalità, o magari anche di trasportare il brano in una tonalità senza troppi diesis e bemolle. Nei bei tempi andati, quando i dischi erano in vinile, era possibile suonare un brano a metà velocità (abbassando l’altezza delle note di circa una ottava) impostando la velocità di 16 giri al minuto sul giradischi. E’ così che ho potuto studiare gli assoli di Bird o Coltrane. Per fortuna oggi le cose sono molto più semplici.

Secondo me, la app più versatile in questo gruppo è Slow Down Music Player, che supporta la capacità di importare i brani dalla libreria iPod, di impostare un segnaposto per ritrovare velocemente un punto nel brano, e eseguire una sezione del brano in loop, e di condividere porzioni del brano via email. Da non trascurare poi è il fatto che questa app è gratuita. La sua unica limitazione è di non funzionare con i brani protetti con DRM, in quanto tali brani non possono essere importanti dalla libreria (è una limitazione comune a tutte le app di questo tipo).

Nell’App Store potete trovare altri programmi con caratteristiche simili. Ad esempio, potreste dare una occhiata a Slow Notes Music Player, che offre una interfaccia utente più curata ed è gratuita.

Libri e Spartiti

Se possedete un iPad potete finalmente lasciare tutti i vostri Real Book a casa! Infatti, ci sono numerose ottime applicazioni che permettono di visualizzare gli spartiti musicali salvati in formato PDF.

Per prima cosa, si consideri che qualsiasi lettore di file PDF può essere utile per visualizzare gli spartiti, ad esempio l’eccezionale GoodReader, che permette anche di aggiungere annotazioni colorate e di mostrare due pagine affiancate. Io uso GoodReader per visualizzare le versioni PDF dei miei libri di esercizi.

E’ anche vero, però, che ci sono molte altre applicazioni specifiche per musicisti. In particolare, quelle che uso regolarmente sono forScore and forScore e iGigBook.

A 3.99€ forScore è il più economico dei due, ma già include praticamente tutte le caratteristiche che potreste desiderare, tra cui l’importazione da iTunes o da Dropbox, i segnalibri, la capacità di ricercare i brani per titolo, genere, compositore, ecc., le annotazioni, lo zoom, il supporto per la modalità paesaggio (landscape) e di tagliare i margini di una pagina (in modo da fare miglior uso dello schermo dell’iPad). Include un metronomo, un accordatore, la possibilità di girare pagina automaticamente (anche mezze pagine), di collegare due porzioni dei uno spartito (utile per ripetizioni, da-capo, code, ecc.) e di condividere gli spartiti via Bluetooth. Contiene una tastiera di pianoforte, supporta l’output a un monitor esterno e il pedale AirTurn (in modo da girare pagina senza usare le mani), e altro ancora.

iGigBook costa tre volte di più (11.99€) di forScore, tuttavia questo maggior prezzo è motivato soprattutto se suonate jazz. Infatti, la principale caratteristica di iGigBook è un indice di oltre 60 fake book, tra cui tutti quelli più diffusi, ad esempio le varie edizioni di Real Book, anche nelle varianti in Bb e Eb. Questo significa che – se disponete della versione PDF di tali libri – è possibile trovare un brando specifico in una manciata di secondi.

iGigBook ha molte altre caratteristiche, tra cui i cambi di accordi (ma non la melodia) di oltre 1200 standard, che per giunta possono essere transportati in qualsiasi tonalità, nonché la possibilità di generare un unico file PDF contenente tutti i brani selezionati (molto utile per passare gli spartiti ai colleghi musicisti prima di una prova). Come accade per forScore, si possono individuare i punti di ripetizione, gli a-capo, ecc., in modo che iGigBook possa passare correttamente da una pagina all’altra, e inoltre iGigBook è leggermente meglio di forScore per il modo in cui permette di organizzare gli elenchi di spartiti.

Gli autori di iGigBook offrono anche una app per iPhone, chiamata iGigBook Pager, che permette di “girare le pagine” su un iPad collegato in wireless, una caratteristica utile soprattutto quando si mostra lo spartito su uno schermo esterno. D’altra parte, iGigBook non supporta le “mezze pagine” (molto utile per una transizione senza salti tra una pagina e l’altra), non include un accordatore, non supporta la condivisione via Bluetooth o DropBox, tanto per elencare qualche suo limite.

Ricapitolando, ad oggi forScore e iGigBook non sono perfettamente equivalenti, e ciascuno ha delle feature che mancano nell’altro. Per questo motivo, dovreste confrontare attentamente le loro caratteristiche prima di acquistarne uno. Oppure potete prenderli entrambi e usarne uno o l’altro a seconda dai casi.

Play-Along

In quest’area c’è solo una app che dovete assolutamente avere, ovvero iReal b. Questo programma è apparso qualche anno fa, e da allora è regolarmente aggiornato ed esteso. Nella sua prima versione offriva soltanto gli accordi dei brani del Real Book, ma non i temi (per evidenti problemi di copyright), con in più la capacità di transportarli in tutte le tonalità e di gestire correttamente gli strumenti traspositori in Bb, Eb, F e G. Ottimo per tutti gli strumenti a fiato, quindi.

Con l’andar del tempo, l’autore ha aggiunto alcuni acquisti in-app (per gli stili jazz, pop/rock e latin) che permettono di generare l’accompagnamento per qualsiasi brano, usando lo stile e il tempo che preferite (vedi l’immagini sotto a sinistra). Grazie a questa feature, non solo potete fare pratica su Giant Steps finalmente a un tempo “umano”, potete anche provare a modificare lo stile dei brani, e magari suonare Donna Lee con un sapore rock o latino.

Le versioni più recenti di iReal b non contengono alcun brano, ma potete facilmente scaricare le progressioni di accordi di oltre 1300 brani, oppure inserire le vostre progressioni usando un editor interno (vedi l’immagini in basso a destra). Sul sito web del prodotto potete trovare numerosi video didattici che insegnano a sfruttare al meglio le tante potenzialità di questo software..

iReal b costa 5.99€ e gli style pack per jazz, pop e latino costano rispettivamente 4.99, 3.99, e 2.99 euro, quindi preparatevi a spendere circa 18 euro per il pacchetto completo. E’ più del costo di una tipica app musicale per iOS, ma è un costo irrisorio paragonato a quello che vale. E’ come avere in tasca tutta la serie di Aebersold, con in più la capacitò di modificare al volo tonalità, tempo, e durata del brano. C’è persino un mini-mixer che permette di variare il volume dei singoli strumenti, quindi è un ottimo strumento anche per pianisti, bassisti, e batteristi. L’accompagnamento generato automaticamente non può certo competere con i grandi musicisti che suonano sui dischi di Aebersold, ma il risultato è comunque ottimo e l’applicazione può tenervi impegnati per anni e anni di studio.

Anche se non siete interessati alla possibilità di play-along, iReal b è comunque un must-have anche solo per la raccolta di progressioni di accordi. Oramai non vado mai a una jam session senza il mio iPhone.

Imboccature a confronto

Dopo aver letto la recensione di Steve Neff, mi sono deciso a provare il SAXZ David Sanborn Signature Model. Se riuscirò ad ottenere il suono che ho sentito in alcuni video, dovrebbe essere un ottimo complemento ai miei Meyer, Vandoren Jumbo Java, e Jody Jazz NY.

Dopo aver scelto il modello, rimaneva solo da decidere l’apertura, che com’è noto è espressa in pollici (o più spesso millesimi di pollice), quindi mi sono fatto un po’ di giri sulla Rete alla ricerca di una buona tabella che confrontasse i vari modelli alle imboccature che già conoscevo. Poiché non è male avere queste tabelle a disposizione, ho pensato di condividerle su saxopedia. Eccole, in una lista ordinata per utilità e completezza (le migliori in cima).

JodyJazz – Confronta tutti i modelli di JodyJazz per sax alto con Bari, Beechler, Berg Larsen, Dukeoff, Meyer, Ponzol, Rico, Rousseau, Runyon, Rovner, Selmer, Vandoren, Yamaha, Yanagisawa, e alcune altre marche. Tabelle simili sono disponibili per soprano, tenore e baritono. (L’immagine precedente proviene da questo sito.)

JunkDude – Elenca le aperture dei modelli LeBayle, Morgan, Meyer, Otto Link, Ponzol, e Vandoren. Questa tabella, invece, confronta i modelli Ralph Morgan e fornisce qualche consiglio sulle migliori ance da usare con le varie aperture.

Saxman – elenca i modelli di Bari, Beechler, Berg Larsen, Dukeoff, Meyer, Otto Link, Selmer, Vandoren, Yanagisawa e altre ancora. I modelli più recenti non sono presenti, in quanto è basata sul cataglo del 1996 del Saxophone Shop, che ho ritrovato in molti altri siti e blog, ad esempioquesto.

SaxGourmet: confronta i vari modelli per sax alto in una immagine GIF stampabili. Sono disponibilli tabelle simili per soprano, tenore, e baritono.

Vandoren – Fornisce aperture e lunghezze per tutti i modelli Vandoren per sax alto. Esistono anche le tabelle per soprano, tenore, e baritono.

Warbunton – Confronta i modelli Warburton con Otto Link, JodyJazz, Selmer, e Berg Larsen.

Yamaha – Apertura e lunghezze dei modelli Yamaha Standard Series e Custom Series.

 

Everything Saxophone, il blog di Ben Britton

Ci sono così tanti blog dedicati al sax che è difficile tenere traccia di tutto l’ottimo materiale disponibile. Se non altro, il fatto di avere un blog tutto mio (l’ennesimo!) mi permette di condividere la mia lista dei siti preferiti invece di tenerla solo per me.

La scelta di oggi è Everything Saxophone (Reviewed), il blog di Ben Britton, un sassofonista attivo nell’area di Philadelphia. Ben pubblica 3-4 articoli al mese, e sono tutti degni di essere letti (e spesso ri-letti).

Come suggerisce il titolo, è possibile trovare molte recensioni di sassofoni e accessori e mi ha fatto molto piacere ritrovare le recensioni di quasi tutti gli accessori che utilizzo anche io, tra cui le imboccature Mayer e Vandoren Jumbo Java, la Vandoren Optimum Ligature (vedi figura), l’eccezionale Jody Jazz DV NY di metallo, e persino il registratore digitale portatileZoom H4N.

Un dettaglio interessante è che l’autore offre dei brevi file MP3 per tutte le recensioni. Per esempio, ecco un confronto particolareggiato tra le ance Rico Select filed e unfiled (che tra parentesi sono le mie ance preferite).

Il blog offre anche molti suggerimenti pratici per tutti i sassofonisti jazz, ad esempio come sperimentare con la posizione della ligature, fare pratica con il registro altissimo, suonare sutempi dispari, improvisare usando motifs (particelle tematiche) e intervalli inusuali (vedere anche questa pagina).

L’autore ha anche trascritto un solo di John Coltrane, che ho prontamente aggiunto alla pagina delle trascrizioni.

La fine delle cartine per sigarette?

Per anni ho usato le cartine per sigarette per asciugare i pad dei miei sassofoni, e so di non essere certo l’unico a farlo. Anzi, sospetto che vendano più cartine ai sassofonisti e fiatisti in genere che a gente che rolla le proprie sigarette.

E’ difficile cambiare abitudini, ma ho voluto testare i cosiddetti “pad dryers“, e la prima impressione è positiva. Riescono ad assorbire l’umidità almeno quanto la carta e non bisogna stare attenti a non entrare in contatto i pad con la parte con la colla. Il loro produttore – BG in questo caso specifico – sostiene che durano anche un anno, ma su questo non posso ancora esprimermi. L’unico limite è che, se siete abituati a lasciare le cartine sotto le chiavi – ad es. la chiave del del C# basso e del G# – allora non potete usare i dryers a questo scopo, a meno di non comprarne in quantità (e sospetto che usati in quel modo durerebbero parecchio meno di un anno).

Per ora ho deciso di continuare ad usarli entrambi: i dryer per assorbire la maggior parte della saliva e le cartine da lasciare sotto le chiavi per impedire che si attacchino.

Pad saver:  belli ma pericolosi

Lo ammetto: i pad savers (gli scovolini, in italiano) mi piacciono tantissimo, perché sono soffici, colorati e – supponevo – anche utili. Solo di recente ho scoperto che possono anche essere un po’ pericolosi. Devo questa scoperta al mio amico Domenico Bartolomeo, che di manutenzione e riparazione di sax ne ha fatto una passione, prima ancora che un mestiere.

Il problema è che lo scovolino non dovrebbe essere lasciato all’interno dello strumento dopo averlo pulito, per diverse ragioni. Prima di tutto, perché trattengono l’umidità e impedisce quindi ai pad di asciugarsi, il che ne accorcia la vita utile. Secondo, tendono a lasciare un po’ di polvere nel sax. Terzo, nel tempo tendono a perdere un po’ di puluzzi, che impediscono ai pad di chiudersi aderendo perfettamente.

In definitiva, va bene usare un pad saver per pulire l’interno del sax. Semplicemente, è bene non lasciarlo dentro lo strumento quando lo si ripone nella custodia. Usato per pulire lo strumento, io trovo il pad saver specialmente utile con il soprano dritto, mentre preferisco pulire il mio contralto con il solito panno fatto passare attraverso lo strumento.

A proposito: per lo stesso motivo è preferibile evitare – se possibile – di chiudere la custodia del sax immediatamente dopo averlo suonato per un qualche ora. Io cerco di tenere la custodia aperta almeno per qualche ora per lasciare evaporare l’umidità, e se necessario uso un panno sopra (non dentro!) lo strumento per proteggerlo dalla polvere.