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“Incontri con musicisti straordinari” (Enrico Rava)

Una breve premessa: è mia opinione che mediamente i libri scritti dai musicisti siano scritti abbastanza male, perché anche se uno ha cose molto interessanti da raccontare non è detto che sappia raccontarle bene. A volte poi il musicista-aspirante-scrittore si confronta con temi troppo complessi anche per autori con più esperienza, ad esempio quando tentanto di riportare su carta la loro filosofia di vita o di descrivere nei dettagli le emozioni che provano suonando la propria musica o ascoltando quella altrui. 

Ecco perché leggere questo libro di Enrico Rava è stata una bella e piacevolissima sorpresa. “Incontri con musicisti straordinari” (sottotitolo: La storia del mio jazz, pubblicato da Feltrinelli) è proprio quello che descrive il titolo, una veloce biografia del primo musicista italiano che, partendo da una Torino abbastanza provinciale (jazzisticamente parlando), si è trovato a suonare fin dai primi anni ’60 con i musicisti che hanno fatto la storia del jazz, condividendo esperienze con mostri sacri come Gato Barbieri, Steve Lacy, Chet Baker, Don Cherry, Joe Henderson e Roswell Rudd. Per non parlare di praticamente tutti i jazzisti italiani, da Franco D’Andrea a Massimo Urbani, Enrico Pierannunzi e Paolo Fresu.

La scrittura di Rava è agile e divertente, gli aneddoti sono centinaia e anche quando non sono memorabili sono comunque piacevoli e servono perfettamente al loro scopo, ovvero descrivere dal di dentro un mondo che la maggior parte dei semplici amanti del jazz può solo tentare di immaginare. Rava è passato attraverso tanti stili differenti – dal free jazz all’hard-bop, se proprio vogliamo etichettarli – ma non parla tanto della sua musica quanto delle persone che ha incontrato in oltre mezzo secolo in giro per il mondo. Quando parla delle persone Rava non risparmia i complimenti, ma non tenta neanche di nascondere alcuni aspetti poco “politically correct” dei suoi amici più cari e neanche di se stesso. Il tutto con la massima sincerità, una grande dote che merita di essere apprezzata.

Un libro che vale la pena di leggere con la stessa leggerezza con cui è stato scritto.

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