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Pad saver:  belli ma pericolosi

Lo ammetto: i pad savers (gli scovolini, in italiano) mi piacciono tantissimo, perché sono soffici, colorati e – supponevo – anche utili. Solo di recente ho scoperto che possono anche essere un po’ pericolosi. Devo questa scoperta al mio amico Domenico Bartolomeo, che di manutenzione e riparazione di sax ne ha fatto una passione, prima ancora che un mestiere.

Il problema è che lo scovolino non dovrebbe essere lasciato all’interno dello strumento dopo averlo pulito, per diverse ragioni. Prima di tutto, perché trattengono l’umidità e impedisce quindi ai pad di asciugarsi, il che ne accorcia la vita utile. Secondo, tendono a lasciare un po’ di polvere nel sax. Terzo, nel tempo tendono a perdere un po’ di puluzzi, che impediscono ai pad di chiudersi aderendo perfettamente.

In definitiva, va bene usare un pad saver per pulire l’interno del sax. Semplicemente, è bene non lasciarlo dentro lo strumento quando lo si ripone nella custodia. Usato per pulire lo strumento, io trovo il pad saver specialmente utile con il soprano dritto, mentre preferisco pulire il mio contralto con il solito panno fatto passare attraverso lo strumento.

A proposito: per lo stesso motivo è preferibile evitare – se possibile – di chiudere la custodia del sax immediatamente dopo averlo suonato per un qualche ora. Io cerco di tenere la custodia aperta almeno per qualche ora per lasciare evaporare l’umidità, e se necessario uso un panno sopra (non dentro!) lo strumento per proteggerlo dalla polvere.

2 comments to Pad saver:  belli ma pericolosi

  • ercolani roberto

    va bene ma spiegatemi come si fa a tenere la custodia del sax aperta quando suoni diverse sere di seguito lo può fare solo chi suona a casa sua.

  • Francesco

    Ovviamente in questi casi non è possibile lasciare la custodia aperta per ore. Però dopo un concerto in un locale o pub spesso ci si rilassa davanti a una birra o un piatto di pennette. In quel caso conviene pulire lo strumento subito ma chiudere la custodia il più tardi possibile.

    Ovviamente, lo scopo del post non è quello di fornire regole rigide e assolute, ma solo dei consigli che mi sono stati passati da chi ha molta più esperienza di me su questo argomento. Ridotto all’osso, si tratta di ridurre l’umidità stagnante nello strumento.

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